25 marzo 2014
DEI FIORI
INSIDE CAMPING
TASTE IT!
Da Sochi al Camping Village Dei Fiori, il nostro A? un cuoco olimpico!

Camping Village Dei Fiori
Riccardo, lo chef del Camping Village Dei Fiori, ha cucinato per i vip delle Olimpiadi invernali

Camping Village Dei FioriA? un piacere dedicare un’intervista al cuoco del Camping Village Dei Fiori, Riccardo Mazzone. Lo chef che ogni estate coccola i palati dei nostri clienti, A? stato scelto per cucinare a Sochi, in Russia, durante i Giochi Olimpici invernali 2014. Cosa significa preparare piatti per un minimo di 400 persone e un massimo di 800 due volte al giorno? Riccardo lo racconta a SeaTales, in attesa di condividere la sua esperienza con i clienti del Camping Village Dei Fiori. Durante le vacanze di Pentecoste, infatti, potrete assaporare i piatti “olimpici” dello chef e prendere parte ai suoi interessanti corsi di cucina nel ristorante del Camping.

“Sochi ha scelto la cucina veneta per le colazioni, i pranzi e le cene dei vip e dei membri del comitato olimpico internazionale ‘ racconta ‘ Dal Veneto siamo partiti in 15, fra cuochi, pasticceri e commis”. “Io sono stato incaricato di seguire la preparazione dei secondi piatti, sia per il buffet sia per il menu alla carta ‘ aggiunge ‘ I preferiti dagli ospiti? CarrA? di agnello in crosta di patate e salsa di senape, roastbeef caldo, pesci interi al forno e alla griglia, tartare di tonno rosa “.

Per chi non A? pratico di lavoro in un ristorante, A? difficile immaginare cosa significhi cucinare per quasi mille persone due volte al giorno. Eppure, a quanto racconta Riccardo, se il team di cuochi A? forte e ben organizzato, tutto va per il meglio. E le soddisfazioni non mancano: “A? stato proprio come giocare in una squadra di persone che non si conoscono ‘ dice il cuoco del Camping Village Dei Fiori ‘ Ognuno ha le sue abitudini, in cucina, ma siamo riusciti a trovare il modo per collaborare e fare del nostro meglio”.

Dal ristorante a tre piani dei Giochi Olimpici di Sochi, sono passati il presidente russo Vladimir Putin, i reali di Svezia, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, la pattinatrice Carolina Kostner, Alberto di Monaco, tutti i massimi rappresentanti del Coni. A quanto pare, non ci sono state lamentele ma solo complimenti.

“Al piano terra c’era lo spazio ristorante per colazioni e aperitivi, al primo piano il buffet, al secondo la sala presidenziale con menu alla carta ‘ spiega Riccardo Mazzone ‘ Io sono sempre stato dietro i fornelli ma ai vari piani i cuochi cucinavano primi e secondi davanti agli ospiti: un grande inno alla cucina italiana, che rimane la piA? apprezzata al mondo”. Al servizio del ristorante c’erano 26 camerieri, tre pasticceri, sei lavapiatti, tre sommelier, due maA�tre e un gruppo di hostess locali. In tutto, 120 persone al lavoro per servire le prelibatezze del tricolore.

La scorta di cibo fresco proveniente dall’Italia si A? esaurita nel giro di due settimane, dalla terza settimana in poi, gli chef hanno messo all’opera la fantasia per ideare e servire pietanze cucinate con materia prima locale.

Facendo un rapido conto, fra colazioni, insalate di pollo, tacchini, verdure, pane e pasta fatti in casa e tanta organizzazione, Riccardo e gli altri chef veneti impegnati a Sochi non hanno mai lavorato meno di 12-13 ore al giorno. “Iniziavamo alle 8.30 del mattino e finivamo alle 23.30 di sera”, dice Riccardo. “L’ultima sera ci siamo dedicati una festa e abbiamo ricevuto i complimenti del comitato olimpico. Viva la nostra cucina! E viva il Veneto!”